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Concerto 963/XVII

  • Data concerto
    domenica 11 febbraio 2018 - ore 18.30
  • Dove
    Teatro Savoia - Campobasso
  • Biglietti Ingresso
    Intero €12,00 - ridotto € 6,00 (giovani fino a 25 anni)

Giuseppe Ettorre contrabbasso
Rosanna Carnevale pianoforte


Programma musicale
ANDANTE AFFETTUOSO
GIUSEPPE MARIA MARANGONI
- Sonata all’Antica in fa diesis minore, op. 28 n.3 "prima esecuzione moderna"
- Fantasia e Polacca op. 38
- L’Allegro Ciociaro op. 23 "prima esecuzione moderna"
- Elegia
- Scena campestre op. 48
- Concerto in la maggiore op. 47
Musicisti
Giuseppe Ettorre

è primo contrabbasso solista dell’Orchestra e della Filarmonica della Scala. Ha al suo attivo diverse registrazioni (NBB Records, Decam-Tdd/Edel, Decca) nonché collaborazioni con Bobby Mc Ferrin, Stefano Bollani, il Sestetto dei Berliner Philarmoniker, il Quartetto Borodin, il Quartetto della Scala e il Trio di Parma. Come solista ha suonato con l’Orchestra dei Bayerischen Rundfunks, l’Orchestra OSPA di Porto. E’ docente a Milano presso l’Accademia della Scala e la Scuola Musicale nonchè ‘Visiting International Chair in Double Bass’ al Conservatorio di Birmingham. A ciò si aggiungono masterclass in Italia e nel mondo e i Corsi di perfezionamento dell’Accademia Chigiana di Siena. Suona uno strumento di Custode Marcucci (1890 ca).

Rosanna Carnevale

Rosanna Carnevale, allieva di Massimo Marzi, si è perfezionata con Sergio Fiorentino. Da sempre ha affiancato all’attività concertistica quella di docenza e sperimentazione didattica in campo musicale. Pubblicista, dal 1986 è direttore editoriale della COSMO IANNONE EDITORE. È autrice del melologo Sonata in stile antico e del romanzo Andante affettuoso (Roma 2015), uscito anche in Francia nel 2016 nella traduzione di Cécile Perret e a cui è legata la riscoperta di G.M.Marangoni.

Il Concerto

Il programma che ascolteremo in questo concerto si presenta come estremamente inusuale per molteplici aspetti. In effetti un recital che vede protagonista il contrabbasso è piuttosto raro, affrontato soltanto da quei virtuosi che coraggiosamente dismettono i panni dell’orchestrale per ricoprire un ruolo anche musicalmente meno defilato. Un recital, dicevamo, per di più monografico… non Bottesini, Koussewitzky o altri celebri nomi legati allo strumento, nemmeno una trascrizione di qualche celebre brano, magari scelto dal tanto amato repertorio lirico, ma le composizioni di un italiano oramai da un po’ di tempo dimenticato. Parliamo di Giuseppe Maria Marangoni, grande virtuoso e didatta del contrabbasso, nome noto ai contrabbassisti per un metodo ancora assai diffuso, ma di cui conosciamo ben poco riguardo la vita e la produzione artistica. Questa mancanza è oggi stata colmata dal lavoro di ricerca di Rosanna Carnevale che, seguendo le poche tracce lasciate dalle opere a stampa e non solo di Marangoni, è riuscita a stilare un profilo della sua produzione musicale ed uno, seppur parziale, della sua esistenza. Proprio nell’impenetrabile mistero che avvolge la vita del compositore è l’origine del romanzo Andante affettuoso, che ho letto e riletto sempre d’un fiato, e che ricostruisce, facendolo rivivere efficacemente al lettore, l’altrettanto misterioso rapporto fra l’interprete e l’autore della musica da lui studiata. Una lettura entusiasmante dunque, non solo per chi è musicista, di un libro costruito come se fosse una composizione musicale, ma che è anche un raffinato contrappunto fra le esistenze dei personaggi e il ritmo della narrazione che non si interrompe mai fino alla stretta finale.
Ancora coinvolto emotivamente dalla lettura del romanzo, in una conversazione con l’autrice oltre che interprete protagonista di questo concerto, colgo l’occasione per chiederle chi è Giuseppe Marangoni.

“È un compositore, didatta e strumentista brillante, nato a Lugo di Romagna nel 1866 e lì scomparso nel 1945. Presso i suoi contemporanei godeva di chiara fama e si è esibito nei maggiori teatri d’ Europa e delle Americhe. È stato docente in Grecia, poi a Bologna e soprattutto presso il conservatorio “Cherubini” di Firenze dove ha formato nomi importanti della scena musicale italiana. Già settantenne era ancora “preteso”, per la sua valenza, nell’Orchestra Sinfonica Fiorentina. Ma, nonostante tutto ciò, rappresenta un caso di singolare dimenticanza poiché, per circa un secolo, l’uomo e la sua musica sono inspiegabilmente caduti in un totale oblio e solo il suo famoso Metodo teorico-pratico per lo studio del contrabbasso, da sempre utilizzato nei conservatori, è restato a tramandarne il nome. Proprio il Metodo, per me, è stato il capo del filo della memoria che ho poi pazientemente riavvolto, sulla scorta della curiosità e della volontà di dare sostanza a un uomo e alla sua musica.”

Insieme a Marangoni c’è un altro protagonista di questa avventura che dobbiamo ricordare, mi riferisco ovviamente a Giuseppe Ettorre…

“Ho contattato Giuseppe Ettorre, in quanto contrabbassista protagonista indiscusso del panorama musicale internazionale contemporaneo, subito all’inizio della mia ricerca. Mi ha fornito un approfondimento sul Metodo, di cui possedeva una edizione e sul quale, tra l’altro, egli stesso si era formato, ma anche lui era all’oscuro di quanto musicalmente e storicamente si nascondesse dietro quei sette volumi di esercizi, a partire dal profilo del loro autore. Ha poi seguito sempre con vivo interesse il mio lavoro che, nel tempo, andava accumulando partiture ritrovate, articoli per riviste di settore e infine il romanzo. Quando gli ho inviato quest’ultimo, fresco di stampa, era in partenza per una tournée in America e il libro è stato suo compagno di viaggio. Al suo rientro si è messo generosamente a disposizione per approfondire le partiture e affiancarmi nella divulgazione del personaggio. La sua interpretazione della musica di Marangoni ne mette in risalto evidente ogni aspetto peculiare, come per esempio il gusto della teatralità presente in pezzi come la Fantasia e Polacca o la Scena campestre, è capace di smussarne asprezze e qualche vaghezza o frettolosità di scrittura, ne restituisce meravigliosamente i cantabili anche a volte sottraendoli, se necessario, alle indicazioni dell’autore e ne cattura le atmosfere con quella che a me appare come una straordinaria aderenza agli intenti del compositore. Ettorre soffia con decisione sulla polvere del tempo e proietta, con visione lucida e appassionata, la produzione di Marangoni verso il suo giusto inserimento nella storia della musica.”

Questo romanzo non è l’unico lavoro realizzato da lei su Marangoni ma sicuramente è stato il maggior veicolo di diffusione – anche all’estero – del lavoro di questo musicista a lungo dimenticato.

“A giudicare dai riscontri non c’è dubbio che Andante affettuoso abbia suscitato interesse per Marangoni e la sua musica, sia presso gli addetti ai lavori che presso un pubblico generale, molto più di quanto siano riusciti a fare i miei scritti accademici. La diffusione del romanzo è stata una potente cassa di risonanza per la musica, e la campagna di promozione del libro l’ha portata in territori, non solo fisici, che un lavoro più formale avrebbe difficilmente raggiunto. Da una parte il romanzo ha forzato gli accessi della diffidenza nell’approccio alla musica classica da parte di un pubblico più generico e lontano, dall’altra, per coloro che professionalmente si occupano di musica, ha percorso il coinvolgimento emotivo sostanziando l’accademismo di sempre piacevoli elementi di umanità.”

Alla luce anche del rinnovato interesse nei confronti di Marangoni, immagino che rispetto ai primi studi da lei effettuati ci siano state nuove acquisizioni rispetto alla conoscenza di questo musicista. Quali sono le prospettive riguardo ad uno studio scientifico di tale autore?

“Dal punto di vista biografico, dopo tutto quanto fin qui ho pubblicato, diversi elementi si sono aggiunti a meglio configurare il personaggio, ma restano sempre molto pochi e vaghi per poterne tracciare uno scritto significativo e scientificamente valido. Per quanto concerne invece la produzione musicale, il prossimo passo sarà nella direzione di una edizione moderna delle partiture revisionate, alcune si presentano infatti abbastanza problematiche per una immediata fruizione, soprattutto nelle parti pianistiche.”

Immagino che Marangoni continuerà a far parte della vostra vita di artisti, vorrei parlare dei vostri progetti futuri intorno a Marangoni, ma anche di quelle iniziative che stanno nascendo intorno al contrabbassista romagnolo grazie al vostro lavoro.

“Marangoni continuerà certamente a far parte dei nostri interessi. Per quanto mi riguarda è stata tale e tanta la passione dispensata in questo lavoro, che dura ormai da un decennio ed è sempre ‘in progress’, che sarebbe difficile dismetterlo, anche solo su un piano sentimentale se non strettamente professionale. E poi, terminata la fase dell’iniziale studio solitario, c’è ora quella magnifica della condivisione con musicisti dalle più diverse provenienze, la cui dimostrazione d’interesse e fattività nella diffusione dell’opera marangoniana è un risultato veramente gratificante che va coltivato. Venendo ai progetti concreti per il futuro: innanzitutto c’è ancora una buona parte della musica che ho ritrovato che deve essere studiata e rivelata, poi bisogna realizzare una registrazione del repertorio poiché ovviamente, ad oggi, non esiste documentazione sonora. C’è inoltre il progetto di un’edizione in lingua inglese del romanzo che dovrebbe contribuire ad ampliare notevolmente la diffusione di musica e autore.
Per quanto invece riguarda le iniziative che coinvolgono oggi M. è in corso l’organizzazione del primo convegno a lui dedicato che avrà luogo a Lugo di Romagna nel corso del 2018.”

sotto l'Ègida del Comune di Campobasso

con il contributo di

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